Rigenerare l’ambiente urbano: così nasce la città del futuro

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·Migliorare la qualità della vita attraverso le nuove tecnologie deve diventare la strategia del futuro. Il degrado del territorio e l’esplosione periferica sociale, abbassano il livello di qualità dei luoghi di vita; una globalizzazione povera, brutta ed inospitale crea fratture nella comunicazione tra la gente: pensare ad uno sviluppo sostenibile è possibile ripartendo dalla città. E’ questa la filosofia che ha ispirato la nascita di un nuovo corso di laurea in “Rigenerazione dell’ambiente urbano”, appunto, istituito dall’Università Telematica Pegaso.

Le città “modello”

Glasgow e Bilbao sono alcuni modelli di riferimento, veri e propri miracoli ai quali guardare. Lo ha sottolineato il direttore della Scuola, il prof. Alessandro Bianchi, già Segretario Nazionale della Conferenza dei Rettori Italiani e poi Ministro dei trasporti, oggi Professore di Ingegneria dell’Università del mediterraneo di Reggio Calabria, durante la cerimonia di inaugurazione alla quale sono intervenuti, oltre a Danilo Iervolino, preside dell’Università Preside dell’Università, Romano Prodi che ha tenuto una Lectio Magistralis sul tema “ l’Europa nel tempo della confusione globale” e il Ministro dell’Ambiente Luca Galletti.

“Glasgow – ha spiegato Bianchi- dal 1990 ad oggi è riuscita a trasformarsi da città industriale a città culturale. Bilbao, che aveva subito forti processi di globalizzazione povera ed era diventata una città brutta ed inospitale, in 25 anni si è trasformata in una città verde, con una metropolitana ad energia verde, con un sistema tramviario all’interno della città senza rumore e ripercussioni acustiche, splendidi musei ed un nuovo aeroporto”. La bacchetta magica che ha prodotto queste metamorfosi le nuove tecnolgie, bene utilizzate.

I problemi: la perdita della forma urbis

I problemi emergenti nelle città sono tanti: congestione del traffico, inquinamento, speculazione edilizia e abusivismo, spreco energetico, smaltimento dei rifiuti, mancanza di sicurezza e perdita della forma urbis. Genova per esempio rappresenta un oltraggio alla natura per la speculazione edilizia , Roma ha chiuso la discarica di Malagrotta soltanto da pochi mesi, e Milano è la capitale del traffico. Di fronte a problemi di così grande portata, ha ribadito Bianchi, è fondamentale puntare a questo, sfruttare in positivo il progresso segnato dalla ricerca HiTech.

Le novità in alcuni casi possono trasformarci in vittime, ha osservato Prodi. Ma cosi’ non deve essere. L’ex presidente del Consiglio ha fatto riferimento al vertice Apec che si è tenuto a Pechino dal 5 all’11 novembre. E’ stato chiesto all’Europa, ha riferito, una forte trasformazione ai Paesi aderenti ma l’Europa è apparsa passiva. L’Europa sembra aver dimenticato di essere la prima al mondo per produzione industriale, la prima per export, la prima nella costruzione del welfare, la prima ad aver esportato la democrazia e la pace.

L’Europa non fa sentire la sua voce, ed è entrata in un processo di stagnazione irreversibile. I disegni storici hanno bisogno di futuro e quando la Ue è stata concepita nel 1954 si è pensato ad una entità unita nella moneta, nell’economia, nell’esercito e nella politica.

La conquista della pace è un bene che porta benessere e futuro. L’Europa non è stata pensata come una entità finanziaria, ma come una entità politico-economica comune. I Padri Fondatori avevano progetti economici e culturali, oggi regna soltanto lo scetticismo, sono cambiati i rapporti di forza, all’inizio di questo percorso la Francia e la Germania avevano lo stesso peso e la Gran Bretagna controllava che questo fosse rispettato, oggi la Gran Bretagna pensa di uscire dall’Europa e comanda la Germania. L’Euro veniva guardato con occhio politico, e poi, questa visione si è fermata.

Ai giovani bisogna dire la verità, ha aggiunto Prodi. Qualcuno mi ha detto “ l’Europa è un laboratorio o è un Museo?”Il futuro dell’Europa è in mano ai giovani e bisogna prendere delle decisioni. La crisi economica che investe anche la Germania le fa capire che da sola non ce la può fare, quando si è vicini all’abisso si deve trovare una soluzione, altrimenti Usa e Cina ci mangiano. I giovani, la loro preparazione tecnica di alto livello, sono il volano per creare una società unita, e dare spazio al lavoro in angoli di creatività.

Il ruolo della creatività

E la creatività è un must assoluto anche secondo il ministro Galletti. “Per la continuazione del pianeta bisogna modificare i nostri modelli di vita consumare meno risorse, produrre meno residui, consumare meno acqua. Ma anche immaginare un futuro che operi una azione di distruzione creativa. Per uscire dalla crisi bisogna essere profondamente diversi dal punto di vista economico ed etico”, ha detto spiegando che i cambiamenti climatici provocano le grandi migrazioni che provocano le guerre per carenza di materie prime. Consumare meno il suolo, formazione, ricerca, rispetto dell’ambiente, costruire meno e rigenerare di più, il vecchio che viene restituito all’uso, questa è la nuova strada da percorrere, noi l’abbiamo capito ora, e lasciamo ai giovani un progetto ambizioso e questo arduo compito.

Simona Agostini

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